Lavori usuranti: elenco, quali sono e la pensione

Lavori usuranti: elenco, quali sono e la pensione

Ci sono lavori che possono incidere sul benessere fisico e psichico e sono denominati lavori usuranti. Quali sono e i requisiti per accedere alla pensione anticipata

Che non tutti i lavori siano uguali, lo sappiamo, ma forse non è altrettanto chiaro che ci sono dei lavori che sono davvero usuranti e che, a lungo andare, possono davvero incidere sul benessere psico-fisico dei lavoratori. Sono tutti quelli che richiedono uno sforzo fisico e/o mentale particolarmente elevati o che vengono fatti in condizioni fisiche e ambientali piuttosto precarie o ancora che comportano dei rischi per la salute. In quanto usuranti, tali lavori hanno delle agevolazioni da parte dell’Inps. Ma vediamo prima quali sono.

Lavori usuranti: l’elenco

Secondo l’elenco stilato dall’INPS, possono essere considerati lavori usuranti:

  • Lavori in galleria, cava o miniera. Va da sé che lavorare sottoterra di continuo è un lavoro usurante, pensa a tutti gli scompensi che può avere chi non vede mai la luce del giorno, non respira aria salubre ed è costretto appunto a lavorare in un ambiente tutt’altro che facile. Tra questi vengono inseriti anche gli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • Lavori nelle gallerie, per cui vale quanto detto sopra. Sono considerate usuranti in particolare le mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
  • Lavori nei cassoni ad aria compressa, che vengono usati per i lavori di fondazioni idrauliche nelle costruzioni subacquee;
  • Lavori svolti dai palombari che altro non sono che subacquei che si immergono usando un’attrezzatura apposita chiamata appunto scafandro da palombaro;
  • Lavori ad alte temperature per i quali non sia possibile adottare misure di prevenzione, come per esempio gli addetti alle fonderie di seconda fusione, gli addetti all’operazione di colata manuale e altri;
  • Lavori del vetro cavo come i soffiatori del vetro cavo fatto a mano e a soffio;
  • Lavori in spazi ristretti come la riparazione e manutenzione di una nave, o svolti in intercapedini, doppi fondo e altro;
  • Lavori di asportazione dell’amianto;

Lavori usuranti notturni

A questi vanno aggiunti anche i lavori svolti di notte purché, appunto, il lavoratore possa dimostrare che svolge o ha svolto spesso questo tipo di attività notturna non saltuariamente.

Nel dettaglio:

  • sono usuranti i lavori di chi presta la propria attività la notte per almeno 6 ore di fila da mezzanotte alle 5 del mattino, purché abbia fatto un minimo di giorni lavorativi compresi tra i 64 e i 79;
  • chi lavora per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino per un intero anno o interi anni lavorativi.

Altri lavori usuranti: catene di montaggio e guida di veicoli pesanti

È considerato usurante anche il lavoro di chi è impiegato in vere e proprie catene di montaggio finalizzate a un processo produttivo in serie, dove il ritmo è dato dalla misurazione dei tempi, dalle sequenze di postazioni, dove il lavoro è sempre uguale e ripetitivo. Insomma, tutto quello che può essere considerato alienante.

Sono considerati ancora lavori usuranti quelli di chi guida veicoli pesanti con capienza minima di almeno 9 posti compreso il conducente.

Sei un camionista? Da questa definizione, come si può intuire, sembra non essere contemplato il tuo lavoro, ma continua a leggere perché, per quanto riguarda la pensione anticipata, ci sono delle novità che ti riguardano.

Lavori usuranti e pensione

Se ti riconosci in uno di questi lavori, sappi che, come dicevamo, ci sono varie agevolazioni e riguardano per lo più la pensione.

Attenzione: non basta ovviamente avere svolto un lavoro usurante, ma per ottenere la pensione anticipata bisogna essere in possesso di entrambi questi requisiti:

  • Anzianità contributiva di almeno 35 anni
  • Avere 61 anni e 7 mesi

Questi lavoratori devono, al netto di quanto detto sopra che è la base di partenza,  superare la cosiddetta “quota 97,6” che prevede il raggiungimento della pensione con 61 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi o 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, senza dover più attendere ulteriori 12 o 18 mesi fino al 2017.

Se non si è in possesso anche solo di uno di questi requisiti, anche se si fa un lavoro usurante tra quelli di cui abbiamo parlato sopra, non è possibile richiedere la pensione anticipata.

Inoltre devono esserci anche altri due requisiti:

  • almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, per le pensioni che hanno decorrenza entro il 31 dicembre 2017;
  • almeno la metà della vita lavorativa per le pensioni con decorrenza dall’1 gennaio 2018 in avanti.

I requisiti agevolati dal 2016 al 2026

Dal 2016 al 2026, i requisiti agevolati per accedere al trattamento pensionistico anticipato sono:

per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti (addetti alla cosiddetta “linea catena”, conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, notturni a turni occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno o per lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo:

  • dipendenti: quota 97,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 61 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;
  • autonomi: quota 98,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 62 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;

Per i lavoratori notturni a turni occupati per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:

  • dipendenti: quota 98,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 62 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;
  • autonomi: quota 99,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 63 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;

Per i lavoratori notturni a turni occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

  • dipendenti: quota 99,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 63 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;
  • autonomi: quota 100,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 64 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni..

Fino al 2026 per i lavorai usuranti non sarà considerata l’aspettativa di vita.

Lavori usuranti: nuove professioni considerate

Buone notizie, infine per chi fa un lavoro usurante, ma finora non era riconosciuto come tale. Secondo quanto stabilito dalla Riforma delle pensioni, oltre a quelli detti sopra, anche chi svolge i seguenti lavori può richiedere la pensione anticipata:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia, e della manutenzione degli edifici,
  • conduttori di gru e macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni,
  • conciatori di pelli e pellicce,
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante,
  • conduttori di mezzi pesanti e camion,
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavori organizzati in turni,
  • addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti,
  • professori di scuola pre-primaria,
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati,
  • personale non qualificato addetto alla pulizia,
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Attenzione: per questa categoria di lavoratori, è necessario che abbiano già maturato almeno un anno di contributi entro il 2019. Solo in questo caso, questi lavoratori possono essere inseriti tra quelli usuranti agevolati.

Lavori usuranti: ultime notizie dalla Gazzetta Ufficiale

Ma le novità non finiscono qui: stando al decreto del Ministero del Lavoro pubblicato il 3 ottobre che mette in atto le disposizioni della Legge di Bilancio 2017, cambiano le regole per l’accesso alla pensione.
Come detto sopra, è stata eliminata la finestra mobile e anche l’adeguamento alle aspettative di vita (che non varrà fino al 2015). Cambiano però anche i modi di presentare la domanda.

La documentazione necessaria

Il nuovo decreto differenzia la documentazione necessaria per la domanda: diventa importante l’anno in cui è stata presentata e le nuove regole riguardano essenzialmente i lavoratori privati.

Cambia, infatti, a seconda di quando hanno iniziato il lavoro, i documenti da allegare alla domanda:

  • chi ha iniziato prima dell’11 gennaio 2008 e svolge lavori particolarmente usuranti, deve presentare almeno uno di questi documenti: il libro unico di lavoro, il libro matricola, il ruolo di equipaggio, la comunicazione al centro per l’impiego per la fine del lavoro o la variazione del rapporto di lavoro;
  • chi dopo l’11 gennaio 2008 non deve presentare nessun documento.
  • chi fa turni in orario notturno e ha iniziato prima dell’11 gennaio 2008 deve presentare almeno uno di questi documenti: il libro unico di lavoro, il libro matricola, il ruolo di equipaggio, la comunicazione al centro per l’impiego per la fine del lavoro o la variazione del rapporto di lavoro.
    Inoltre: deve allegare il contratto di lavoro individuale con il CCNL di riferimento, prospetto di paga e indicazioni delle maggiorazioni per il lavoro notturno;
  • chi ha iniziato dopo l’11 gennaio 2008, non deve presentare nessun documento;
  • chi conduce veicoli per il trasporto pubblico con oltre 9 posti deve presentare il libro unico del lavoro, il libro unico del lavoro e il libretto.

Per i dettagli della documentazione in base al lavoro svolto, vi rimandiamo alla Gazzetta Ufficiale.

Tutti coloro che svolgono lavori usuranti e hanno diritto alla pensione anticipata devono poi allegare alla domanda il contratto in cui devono essere indicati l’inquadramento e le mansioni svolte.

Chi invece lavora nel pubblico, come prima deve allegare: la certificazione del datore di lavoro che attesti che il lavoratore sta svolgendo un impiego usurante, il servizio svolto e quanto percepito.

Come richiedere la pensione anticipata per lavori usuranti

Per farlo, basta andare sul sito dell’Inps, scaricare l’apposita domanda dal titolo Domanda di riconoscimento dei benefici relativi allo svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti  e consegnare la documentazione alla sede INPS competente entro l’1 marzo dell’anno in cui avrai tutti i requisiti perché ti venga riconosciuta la pensione anticipata.

Deve ancora presentata: entro l’1 maggio dell’anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano maturati a decorrere dal 1 gennaio 2018 (ad esempio: se i requisiti saranno maturati nel 2018 la domanda deve essere presentata entro il 1° maggio 2017).

 

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